Mercoledì 29 giugno, assemblea pubblica sull’Acqua alla Spezia
27 giu 2011 Lascia un commento
in Ambiente, Azienda partecipata, Lavoro Etichette: ACAM, acqua, acqua pubblica, Corrado Oddi, Matteo Gaddi
Il risultato referendario è stato di portata storica: da 1 milione e 400 mila firme per chiedere i referendum siamo passati a 25 milioni di cittadini che lo hanno votato. Questo impone una riflessione seria, approfondita e soprattutto partecipata. L’acqua pubblica è una volontà popolare, questa volontà deve collimare con la necessaria lotta per la tutela dei lavoratori di Acam.
Per questo motivo riteniamo indispensabile un incontro, tra la gente, tra i lavoratori e con il contributo di tutti per portare avanti una lotta di civiltà, in difesa di tutti i beni comuni.
Per questo mercoledì 29 giugno alle ore 21, nell’agorà di Piazza del Bastione, si terrà un’assemblea pubblica. Parteciperanno:
Matteo Gaddi
Responsabile Nazionale Progetto Nord – Rifondazione comunista
Corrado Oddi
Coordinamento nazionale Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – FP CGIL
Dopo i Referendum anche alla Spezia l’acqua deve rimanere pubblica
16 giu 2011 Lascia un commento
in Ambiente, Azienda partecipata, Diritti Etichette: ACAM, acqua, acqua pubblica, Ivan Strozzi, referendum
Il risultato referendario è un terremoto culturale e politico che poggia su contenuti che la Rifondazione comunista propone da anni, e che è evidenziato dalle dichiarazioni sconclusionate e menzognere dei management delle multiutilities italiane, Acam incluso.
E’ bene ricordare che la tariffa idrica è definita dai costi sostenuti (gestione e manutenzione, nuovi investimenti) secondo il metodo “full cost recovery”, ed è bene che si chiarisca che il 7% di remunerazione del capitale, abrogato dal 2° quesito referendario, non è mai concorso alla copertura dei costi, ma solo alla speculazione del capitale stesso. Strozzi si dia pace ed eviti artifici per giustificare riproposizioni speculative sull’acqua: 27 milioni di italiani, 102.077 spezzini, l’hanno bocciato sonoramente. Ciò dovrebbe indurre il management di Acam a pensare di salvare l’azienda secondo le regole della Democrazia, non certamente secondo le regole del mercato.
I referendum hanno condannato la mercificazione e la finanziarizzazione dei beni comuni: chi fino ad oggi ha proposto ed utilizzato strumenti scellerati dai project financing ai derivati, ed altre porcherie utili solo a chi specula senza rischi su monopoli naturali, come bacchette magiche dimenticandosi delle esigenze dei cittadini taccia ed eviti lezioni demagogiche.
Una lezione per quella (pseudo)sinistra ubriacata dalle sirene del mercato, uno schiaffo sonoro a quel liberismo straccione che ha fatto profitti con i beni di tutti. La farsa tuttavia continua con i berluscones locali che pontificano come se i 4 referendum non avessero bocciato leggi varate dal centrodestra. Si vergognino e ci risparmino populistiche lezioni, il loro modello è fallito.
Siamo di fronte ad un cambio epocale della gestione della cosa pubblica che non mette solo in discussione la modalità di salvataggio di Acam, ma la gestione delle multiutilities del centro-nord Italia. Il punto di rilancio non deve essere altro che la ripubblicizzazione delle società idriche, la messa in discussione dei dogmi del mercato nei servizi pubblici, e la formulazione di piani industriali in cui si sviluppi strategie sostenibili, dal riciclo totale alle energie rinnovabili.
Un Quorum così…
14 giu 2011 Lascia un commento
in Ambiente, Diritti, Elezioni Etichette: acqua, banda del Quorum, legittimo impedimento, Nucleare, referendum
61,85%…
… commossi di far parte di una comunità, quella follese, che sa cosa vuole da Futuro a partire dalla difesa dei Beni comuni.
… fieri di essere stati l’unica forza politica follese che ha sostenuto una campagna referendaria pubblica, aperta e chiara, con volantinaggi, iniziative e manifesti.
… orgogliosi di aver dato un segnale politico, perchè la gente non ne può più di ubriacature liberiste, di mercificate tutto e di una classe politica che pensa solo a se stessa!
Grazie Follo, il nostro impegno oggi continua più forte di prima per costruire proposte politiche serie per il Futuro ed i Beni comuni!
Difendiamo l’acqua, un bene comune
08 giu 2011 Lascia un commento
in Ambiente, Diritti, Elezioni Etichette: acqua, decreto Ronchi, referendum, William Domenichini
I detrattori della privatizzazione dell’acqua ormai sono arrivati ad esprimersi per meri sofismi arrivando a sostenere che la privatizzazione del servizio idrico non significhi privatizzare l’acqua? La gente non è così stolta da pensare che oggi, nel 2011, per accedere all’acqua si esca di casa con un secchio e si vada ad attingere ad un lago incontaminato!
L’art.23 del Decreto Ronchi, che il referendum chiede di abrogare, non solo porterà alla privatizzazione dei servizi pubblici, e quindi anche dell’acqua, ma lo farà obbligatoriamente per almeno il 60%! Alla faccia del liberismo, così come il principio per il quale si vuole sfruttare un monopolio naturale attraverso concessioni trentennali. Una solfa che Tremonti & c. stanno applicando non solo all’acqua ma anche alle spiagge. A quando l’aria che respiriamo?
Tuttavia ormai tutti si sono resi conto che privatizzare un bene fondamentale per la vita è follia pura, così com’è folle fare profitto e quindi sfruttare all’inverosimile un bene che se non ben gestito con criteri collettivi e comunitari, potrebbe esaurirsi, con conseguenze fatali per tutti. Ecco perchè occorre sostenere anche il secondo quesito referendario, che chiede l’abrogazione della remunerazione dei capitali investiti, per legge, come a dire che basta investire in una società idrica per avere in tasca il 7% dell’investimento.
Ecco dunque che in quest’ottica, chi definisce “predominio” l’assegnamento “in house”, ovvero la pubblicizzazione dei servizi fondamentali per i cittadini, è figlio di quella cultura che si maschera di efficientismo ed invece obbliga con coercizioni legislative a sostenere monopoli sui quali multinazionali fameliche faranno affari certi senza nessun rischio.
Parigi e Berlino hanno già sperimentato le angosce e i drammi della privatizzazione dell’acqua e dei suoi servizi e quell’esperienza è stata bocciata dai cittadini parigini e berlinesi che hanno chiesto la ripubblicizzazione a suon di referendum, preferendo pagare le penali per rescindere contratti capestro piuttosto che continuare a sostenere bollette astronomiche e pessimi servizi. Seguiamo il loro esempio.
Il 12 ed il 13 giugno non commettiamo errori già fatti da altri e difendiamo l’acqua pubblica. Basta sbarrare 2 Si!
William Domenichini
Resp. prov.le Ambiente e beni comuni – PRC La Spezia
La banda del Quorum colpisce a Follo!
31 mag 2011 Lascia un commento
in Diritti, Elezioni Etichette: acqua, banda del Quorum, legittimo impedimento, Nucleare, referendum
La banda del Quorum colpisce ancora e lunedì mattina il blitz dei militanti di Rifondazione hanno preso nel mirino il primo obiettivo della Val di Vara.
Questa volta il mega lenzuolo è calato da una delle torri del borgo di Follo Alto. I cittadini, prima increduli, si sono lasciati andare ad applausi condividendo con i militanti l’appuntamento referendario del 12/13 giugno per difendere l’acqua pubblica, contro il nucleare e per la legge uguale per tutti.
Crescono le fila del gruppo e ancor più quelle dei simpatizzanti, nonostante Follo sia governato dal centrodestra, l’amministrazione fu conivolta, proprio dai consiglieri di Rifondazione, nell’approvazione della modifica statutaria per dichiarare l’acqua bene comune universale e privo di rilevanza economica, e nella dichiarazione contro le centrali nucleari.
Quale sarà il prossimo obiettivo? Da indiscrezioni si parla di luoghi nevralgici e simbolo della provincia. Ma ormai l’appuntamento per votare SI ai 4 referendum è vicino. Ne vedremo delle belle.
Lettera a Napolitano: “Caro Presidente, il voto non si neutralizza”
28 mag 2011 Lascia un commento
in Democrazia, Ambiente, Diritti Etichette: Nucleare, Emilio Molinari, acqua, legittimo impedimento, Mario Agostinelli, Luciana Castellina, Paul Ginsborg, Gianni Tamino
Signor Presidente, il governo ha posto la fiducia in parlamento per esercitare, con modalità inedite, una forzatura al fine di far passare un decreto che “neutralizza” il referendum abrogativo della legge che ripropone il nucleare nel nostro paese. Tralasciamo qui ogni considerazione politica sul disprezzo con il quale la sovranità popolare viene umiliata nel nostro paese e non entriamo nel merito delle valutazioni giuridiche in base alle quali la Corte di Cassazione deciderà nella sua autonomia. Ci poniamo invece un problema che, pur nella sua ovvietà fin qui poco considerata, pensiamo sollevi una questione costituzionale.
Noi pensiamo che se il precedente inaugurato dal governo in questa occasione si affermasse, una espressione determinante della sovranità e del potere popolare – il referendum – sarebbe nel nostro paese di fatto liquidato. In una parola, se di fronte ad ogni richiesta di referendum avanzata dai cittadini ed accolta dagli organi istituzionali preposti la contromossa dell’esecutivo fosse un provvedimento a maggioranza di sospensione (per un breve periodo) della legge in questione, verrebbe sospeso anche il potere abrogativo o convalidativo di cui il popolo è titolare qualora si raggiungesse il quorum in regolari votazioni. Se poi il marchingegno per la prima volta introdotto nell’esperienza repubblicana viene addirittura accompagnato dall’intenzione dichiarata di riproporre la legge di cui si è chiesta l’abrogazione in un tempo successivo, quando si «saranno calmate le acque», il referendum diventerebbe un istituto a discrezione della maggioranza parlamentare, che i cittadini non potrebbero mai riprendere nelle loro mani.
Signor Presidente, la domanda non è di poco conto e non riguarda soltanto la sua facoltà di firmare o respingere un provvedimento. La Costituzione riconosce al Popolo italiano un solo mezzo per esercitare la propria volontà di cambiare le leggi espresse durante una legislatura dalla maggioranza dei parlamentari da lui votati. All’istituto del referendum sono stati posti dalla Costituente vincoli che si rivelano più stringenti nella situazione attuale, al punto da rendere il raggiungimento del quorum un fatto di per sé straordinario, se si considera la scarsa informazione che gli italiani residenti e quelli all’estero continuano a ricevere. Ma oggi, con il voto anomalo di sospensione e rimando di un Parlamento costretto alla fiducia, rischia di essere definitivamente “neutralizzato” .
Signor Presidente, noi possiamo rivolgerci solo a Lei, per chiederLe di prendere in esame in tutte le sue implicazioni la prospettiva da noi temuta. Fidiamo in una sua parola e in un suo intervento.
Mario Agostinelli, Luciana Castellina, Paul Ginsborg, Emilio Molinari, Gianni Tamino
IL MANIFESTO – 27/05/2011
Adriano Celentano: “Il 12 e 13 giugno dobbiamo assolutamente andare tutti a votare. Non si tratta di destra o sinistra ma di un governo che ci avvelena. Tocca a noi fermarli”
08 mag 2011 Lascia un commento
in Appuntamenti, Elezioni, Partecipazione Etichette: acqua, Adriano Celentano, Nucleare, referendum
Il “Molleggiato” lancia il suo appello: “Il governo va avanti nella demoniaca voglia di avvelenarci. Tocca a noi fermarli”
Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.
Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.
Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’immane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.
E a tal proposito voglio dire due parole non a Berlusconi, ormai in preda a uno stato confusionale, ma a ciò che è rimasto della sua COSCIENZA che, per meglio identificarla a chi legge la chiamerò con lo stesso nome del presidente del Consiglio, ma al femminile, poiché mi piace immaginare che la voce della coscienza abbia piuttosto i modi dolci e gentili di una bella figura femminile che non quelli rudi e maschili.
Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.
Cara Silvia, a tutti capita di dire qualche bugia, ma a fin di bene. Forse anche a te sarà capitato, o no?… Scusa dimenticavo, tu non puoi dire bugie… neanche a fin di bene… Il compito che ti è stato affidato, fin dai più remoti albori del mondo, è quello di dirci sempre la verità anche se noi continueremo a rifiutarla. Scusa, me l’ero scordato, per un attimo anch’io mi sono fatto prendere dalle puerili voglie di grandezza del mondo esterno…. Ora capisco perché fin dalla nascita il presidente del Consiglio ti ha ripudiata. Le bugie che lui dice infatti sono SPAVENTOSE e senza un minimo di pudore.
Vuol farci credere che lui davvero pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Vuol cambiare la Costituzione a furia di barzellette che non fanno ridere, ce l’ha coi magistrati che vogliono processarlo.
Le accuse su di lui non si contano ormai: magari è davvero innocente, però non lo sapremo mai. Lui continua a non presentarsi ai processi e non si accorge che i suoi elettori cominciano a farsi delle domande, a chiedersi se è giusto essere governati da un BUGIARDO. Certo, è difficile pensare che non lo sia, anche se il dubbio traspare lontanamente e subito svanisce di fronte all’ARROGANZA di tacere ciò che tutti si aspettavano da lui. Ossia, l’unica BUGIA che il Cavaliere avrebbe dovuto dire e che volutamente non ha detto per non condannare il malsano gesto di Lassini e i suoi TRISTI manifesti. Anzi ha fatto esattamente il contrario. Ha telefonato all’ATTACCHINO e gli ha espresso il suo pieno sostegno, naturalmente seguito a ruota dalla coppia Daniela Santanchè e Giorgio Straguadagno i quali, anche loro, gli hanno assicurato il voto nonostante il giusto aut aut del sindaco Moratti. Un gesto, quello della coppia “Daniela-Straguadagno”, da cui è chiaro il riferimento a possibili frizioni tra la Moratti e l’incantatore di serpenti. Lui è inafferrabile per i giudici che, a malapena, il massimo che hanno ottenuto è stato quello di portarlo fuori dal tribunale e non “DENTRO”, dove purtroppo non è possibile stabilire se i suoi comportamenti sono giusti o sbagliati.
Però, anche senza un tribunale, noi lo possiamo intuire dalle sue azioni. Come parla, come ride, come racconta le barzellette e soprattutto capire il motivo per cui le racconta. Capire cosa c’è dietro quella barzelletta raccontata con aria apparentemente ingenua e, cosa importante, dove è diretto l’amo che aggancerà la sua prossima vittima.
E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.
Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.
Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.
Contro il NUCLEARE
Contro la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA
Contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO
da Il Fatto Quotidiano del 29 Aprile 2011












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