La risposta a frane e alluvioni non è la demagogia
30 dic 2010 Lascia un commento
in Ambiente, Provincia Etichette: dissesto idrogeologico, frana, Terra e Sviluppo. Decalogo della Terra 2010, Torenco
Senza scomodare i cambiamenti climatici di cui ormai sono convinti tutti gli scettici del mondo, senza ribadire che chi come noi, da tempo, sostiene che il modello sociale capitalista sta provocando danni sia agli esseri umani quanto all’ambiente che ci circonda, ci sentiamo in dovere di ribadire, foss’anche una litania, che lo stato del territorio spezzino è drammaticamente a rischio.
Lo dimostra la realtà delle cose, dove basta un giorno di pioggia intensa per provocare smottamenti e frane, danni a cose e a persone, lo testimoniano studi inascoltati o sottovalutati come il rapporto “Terra e Sviluppo. Decalogo della Terra 2010”, redatto dall’ordine nazionale dei geologi, la totalità dei comuni spezzini è a rischio idrogeologico.
In queste ore versanti e fiumi alla Spezia rendono la vita dei cittadini un rischio, è un dato di fatto ineludibile. Ciò che ci meraviglia è la risposta flebile e inefficiente di istituzioni come la Provincia che è priva di progetti a lungo termine per arginare questa drammatica situazione, ma ancor più sconcertante è l’atteggiamento di certi dirigenti politici che pensano ancora a bucare monti, a grandi opere inutili fino a proporre modelli superati che impattano negativamente le condizioni già precarie del territorio, come nel caso dei centri commerciali proposti in Val di Magra. Non possiamo certo dimenticare il piano casa proposto dalla regione, uno strumento che non farà altro che peggiorare le condizioni idrogeologiche territoriali.
In queste ore condividiamo l’angoscia dei cittadini di Tellaro, che, a distanza di un anno, vivono la stessa esperienza drammatica dei cittadini follesi di Torenco, una vicenda che pare sia dimenticata ma che avrebbe dovuto insegnare qualcosa di concreto sulla necessità prioritario di questo territorio: la messa in sicurezza.
Ecco perché Rifondazione comunista ritiene di fare un appello a tutta la classe dirigente politica: facciamo un regalo ai cittadini spezzini ed invece di millantare scempi che porterebbero solo altri danni, ci si assuma la responsabilità di intervenire sulla laminazione del bacino idrografico del Magra, si intervenga sull’incentivazione del presidio agricolo del territorio, si intervenga sulla regimazione delle acque meteoriche e sulla messa in sicurezza della viabilità e dei versanti a rischio. Lasciamo da parte trovate elettoralistiche e demagogiche trasversali e pensiamo al bene comune della gente.
Segretria prov.le PRC La Spezia
Bene Cozzani contro il traforo, ma la provincia si ricorda di Follo?
02 dic 2010 Lascia un commento
in Ambiente, Provincia, Viabilità Etichette: Buonviaggio, dissesto idrogeologico, Marino Fiasella, traforo
Rifondazione comunista sostiene pienamente la denuncia del Sindaco Giorgio Cozzani in merito alle gravi condizioni di dissesto idrogeologico del comune di Follo. Una situazione drammatica che denota la fragilità di un territorio sul quale è assolutamente necessario intervenire con progetti di tutela e di prevenzione di frane e allagamenti. Non possiamo dimenticare ciò che è accaduto a Torenco, ma in nome di quel fatto è imperativo risolvere la questione con fatti concreti.
Siamo lieti che il primo cittadino follese abbia inoltre sostenuto la nostra tesi dell’inutilità del traforo di Buonviaggio sotto il profilo viabilistico, posizione da noi sostenuta da tempo, e che oggi vedono la convergenza di Cozzani. Tuttavia ricordiamo bene le posizioni favorevoli a inutili grandi opere da parte di alcuni assessori della giunta Cozzani, speriamo quindi, in virtù delle parole di Cozzani che oggi tutta la giunta concordi con il parere del Sindaco.
Rifondazione comunista non si è limitata a dire no al traforo, ma ha fornito altre ipotesi di risoluzione delle problematiche legate alla mobilità. Ma il vero nodo è l’assenza della provincia dal nostro territorio: che fine hanno fatto le promesse di Fiasella sulla rotatoria della Cantoniera e quella prima del ponte sul Durasca? Senza contare i continui disagi recati ai cittadini dallo stato indecente della provinciale Bastremoli-Tivegna. I cittadini follesi devono attendersi da Fiasella l’inaugurazione dei cantieri a pochi mesi dalle prossime elezioni provinciali?
Tunnel di Buonviaggio? Progetto morto e sepolto
19 nov 2010 Lascia un commento
in Ambiente, Viabilità Etichette: Buonviaggio, dissesto idrogeologico, Mobilità, viabilità, William Domenichini
Ciclicamente nella nostra provincia c’è chi riapre un dibattito sul tunnel di Buonviaggio, politicamente e tecnicamente defunto da anni. Ma chi affronta la questione della mobilità promuovendo progetti ampiamente discussi (e parimenti bocciati) in questi ultimi vent’anni dove stava? Una certa classe dirigente ritiene opportuno utilizzare trovate demagogiche, puntando su sensazionalismi inesatti, avallando proposte avventate, costose, inutili e dannose, sulle quali già amministrazioni precedenti dei comuni coinvolti hanno dimostrato più lucidità e responsabilità. Parlare di grandi opere nell’italietta berlusconiana è assai accattivante per qualcuno, ma concretamente cosa comporterebbero?
Un tunnel che unisca Follo alla Spezia significherebbe cantierizzare l’area adiacente al torrente Durasca per lustri (memori del tunnel di S.Benedetto) investendo l’attuale viabilità, già seriamente compromessa, di mezzi pesanti e facendo pagare questa scelta con la salute dei cittadini di 4 comuni e celando due aspetti tecnici che responsabilmente andrebbero discussi: in primis le criticità idrogeologiche del nostro territorio potrebbero nascondere brutte sorprese come è successo a Marinasco, con danni ingenti alle abitazioni in seguito ai lavori.
Questo fa pensare che evidentemente ciò che è successo a Torenco ha insegnato poco o nulla. In secondo luogo il tunnel avrà effetti devastanti sul traffico della Spezia, vanificando i primi risultati di una politica attenta alla mobilità sostenibile, dai bus navetta al bike-sharing.
Il tunnel di Buonviaggio implica una miopia politica assai più grave di quella tecnica, pretendendo di risolvere problemi attuali con soluzioni desuete. Perché non concludere il PRUSST relativo alla complanare dell’A15? Quell’opera, senz’altro più fattibile e già programmata dalla Provincia, sgraverebbe la provinciale di Buonviaggio dal traffico proveniente dalla Lunigiana. Perché non puntare sul riammodernamento delle strade realizzando la rotonda che sostituirà la Casa Cantoniera di Bottagna e quella del pericolo incrocio sul Durasca? Senza contare che i tanti, troppi soldi che verrebbero gettati al vento con un “buco” potrebbero essere impiegati saggiamente nel rilancio della tutela e del riassetto idrogeologico della bassa val di Vara.
Il vero nodo politico è la mobilità e non la viabilità. Purtroppo nel dibattito attuale non vi è il ben che minimo cenno alla necessità di migliorare, potenziare e porre centralità al settore del trasporto pubblico, partendo dalle esigenze dei pendolari, piuttosto che sostenere il trasporto privato, o ad opere di ammodernamento e di adeguamento dei tracciati esistenti.
Ciò presupporrebbe un’attenta pianificazione urbanistica che globalmente è sempre più serva delle esigenze di cassa piuttosto che delle necessità dei cittadini. Peggio ancora si antepongono “Grandi opere” inutili a piccole opere necessarie: la messa in sicurezza idrogeologica del territorio. Questa è la vera responsabilità che si dovrebbero assumere amministratori concreti.
Il problema principale di questo modello sociale è che spesso il potere economico si sovrappone a quello politico e l’unico antidoto per sopperire al cattivo funzionamento della Democrazia, sotto i nostri occhi con i fatti giudiziari di questi giorni, è costruire una società critica che non si limiti ad accettare le cose per quello che sembrano facendosi domande e dicendo no ogni volta che è giusto dirlo, pronti al confronto con i cittadini.
William Domenichini
Responsabile prov.le Ambiente e beni comuni PRC La Spezia












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