Manifestazione di solidarietà e di pace: “NO A MISSIONI MILITARI NEOIMPERIALISTE”

Una manifestazione di solidarietà e di pace a sostegno del popolo libico si terrà alla Spezia, venerdì 4 marzo alle ore 17 in Piazza Brin. E’ quanto indetto dalla Federazione della Sinistra della Spezia che ha fatto circolare un appello a favore della rivolta popolare libica, esplosa negli ultimi giorni contro il quarantennale e sanguinario regime di Gheddafi.

La Federazione della Sinistra spezzina ha invitato tutti i soggetti del mondo della politica, del lavoro e delle associazioni locali, molte delle quali hanno già aderito all’appello. La manifestazione si concluderà in piazza Mentana dopo un corteo per le vie del centro.

Come per Tunisia e Egitto, è pieno il sostegno della Federazione della Sinistra al sollevamento popolare anti-tiranno e nello stesso tempo è ferma la condanna della Fds a possibili e già ventilate azioni militari da parte di forze internazionali nei confronti della Libia.

VENERDI’ 4 MARZO ORE 17 TUTTI IN PIAZZA BRIN

PIENA SOLIDARIETA’ AL POPOLO LIBICO

NO A MISSIONI MILITARI NEOIMPERIALISTE

Il 2 settembre scorso abbiamo assistito allo “spettacolo indecoroso” in onore di Gheddafi preparato da Berlusconi che ha ostentatamente baciato la mano al dittatore trascurando completamente ogni accenno alla violazione dei diritti umani, alla tragica sorte delle vittime dei respingimenti, a chi muore nel deserto o nelle prigioni libiche. Ora la repressione delle rivolte è spietata

La Federazione della Sinistra condanna con forza il tentativo di reprimere nel sangue la legittima aspirazione del popolo libico alla libertà e alla giustizia sociale. Ritiene necessario operare per far cessare il massacro e per dare tutto l’aiuto umanitario alla popolazione garantendo la protezione e l’asilo politico ai disertori e ai profughi. Ritiene intollerabile che il dibattito politico in Italia si concentri sul “pericolo” di ondate migratorie verso le nostre coste. Denuncia l’atteggiamento complice del governo italiano la cui unica preoccupazione sembra essere quella di restaurare in Libia un regime che prosegua la politica dei respingimenti degli immigrati fino ad oggi garantita, spesso in violazione dei più elementari diritti umani, dal regime di Gheddafi. Chiede l’apertura di una inchiesta sui traffici di armi italiane triangolate in questi anni al regime libico, armi che in queste ore vengono usate per reprimere le manifestazioni popolari.

E’ urgente rivedere il “Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia” firmato a Bengasi nell’agosto del 2008 da Berlusconi e Gheddafi – con cui le esportazioni di armamenti italiani verso le coste libiche hanno preso slancio.

Vogliamo ricordare che la legge 185 del 1990 sulle esportazioni di armamenti chiede di accertare il “rispetto dei diritti umani nel paese di destinazione finale” e di rifiutare le esportazione di armamenti “qualora esista un rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate a fini di repressione interna”.

Ritiene intollerabile la campagna stampa tesa a sollecitare e giustificare un intervento armato esterno. Sarebbe infatti l’ennesima tragedia sulla pelle del popolo libico. In alcun modo un intervento militare guidato dalla Nato, dagli Usa o da potenze ex coloniali come quelle europee, avrebbe finalità umanitarie ma rappresenterebbe solo un tentativo di ricolonizzazione e di occupazione. I

l vero obiettivo dell’intervento militare utilizzerebbe come pretesto lo scontro in atto in Libia per rimettere le mani sul petrolio e sul gas di quel paese, rispolverando politiche imperialiste. Si tratta di un calcolo cinico e per questo inaccettabile. La Federazione della Sinistra si opporrà nel modo più netto a qualsiasi tentativo di giustificare nuove guerre e avventure militari.

La FdS impegna le sue strutture centrali e territoriali a far crescere nel Paese un forte movimento di solidarietà con il popolo libico e con tutti i popoli del mondo arabo in rivolta.

Per queste ragioni invitiamo tutte le forze democratiche, spezzine Partiti, Sindacati e Associazioni, a Partecipare alla Manifestazione che si terrà Venerdì 4 Marzo alle ore 17,00 in P.za Brin alla Spezia con corteo fino a P.za Mentana.

Interverranno tutti coloro che aderiscono alla manifestazione.

Fiaccolata contro gli omicidi bianchi

Articolo 1: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL SANGUE DEL LAVORO

LA SPEZIA: 11 MORTI IN 20 MESI: RIFONDAZIONE COMUNISTA ADERISCE ALLA FIACCOLATA DOMANI SERA PER LA SICUREZZA SUL LAVORO PROMOSSA DA CGIL, CISL E UIL

La federazione spezzina di Rifondazione Comunista aderisce con forza alla fiaccolata per la sicurezza sul lavoro indetta da CGIL-CISL-UIL per domani sera alla Spezia, con partenza alle 21 da piazza Brin e conclusione in piazza Mentana dove interverrà il sindaco Massimo Federici.

Solo nel 2010 sono stati sette i morti tra i lavoratori caduti sul nostro territorio e caduti fuori provincia: Giovanni Magliani, Maurizio Cortesi, Francesco Ratti, Franco Devoto, Roberto Mattioli, Salvatore Iraci Sareri, Claudio Bonfante a cui si aggiungono i quattro del 2009: Giuliano Fenelli, Sandro Ferrari, Andrea Medici e Emiliano Gasparri.

Uomini di età, mestieri e vite diverse, ma tutti accomunati da un unico destino: lavorare per vivere e morire lavorando.

Con indignazione e rabbia Rifondazione Comunista, mentre una scandalosa classe politica continua a votare in parlamento mozioni salva-criminali, disinteressandosi totalmente dei gravissimi problemi che attanagliano il Paese, chiede ancora una volta con voce ferma a tutte le istituzioni di fermare in qualsiasi modo questa infinita emorragia di vite umane perché non può esserci civiità in una società che miete i suoi cittadini sul posto di lavoro.

Un mondo del lavoro sempre più vituperato e calpestato ma su cui si fonda ancora la nostra, così tanto offesa, Costituzione.

A tutti gli spezzini facciamo appello ad essere presenti domani sera in piazza Brin, in onore di tutte le vittime sul lavoro cadute in Italia e dei loro parenti, vittime anch’essi di tale tremende ingiustizie perchè privati all’improvviso e in maniera violenta degli affetti più cari.

RIFONDAZIONE COMUNISTA, FEDERAZIONE PROVINCIALE DELLA SPEZIA

No Berlusconi Day

Il Partito ha aderito alla Manifestazione Nazionale del 5 dicembre, il “No berlusconi day”, nata dalla rete e da Facebook.

La federazione provinciale di Rifondazione comunista organizza un pullmann, al costo di 20 euro, con partenze ore 6:10 (a Sarzana nella ex piazza delle corriere davanti alla gelateria Biagi) e alle 6:30 (dal parcheggio del Palazzetto dello Sport alla Spezia).

I posti in pulmann stanno finendo e perciò vi invitiamo se ancora non lo avete fatto a prenotare il posto, telefonando in federazione al 0187.525038 o inviandoci una mail a rifondazionecomunistalaspezia@gmail.com


Cdr in ENEL? Manifestiamo!

Segnaliamo che in occasione del convegno organizzato dal presidente della provincia della Spezia, Marino Fiasella, in parteneship con Veolia ed Acam, riguardante la “valorizzazione energetica dei rifiuti” (ovvero il co-incenerimento del Cdr in Enel). La federazione provinciale di Rifondazione Comunista insieme alle compagne ed ai compagni del PdCI, organizza una manifestazione, proprio il 15 luglio presso Villa Marigola dalle 16.30, chiamando a raccolta tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro della nostra provincia e la tutela della loro salute per dimostrare pacificamente le nostre idee.

A che servirebbe un convegno con relatori come ENEL o Veolia? A dimostrare che l’esperienza della centrale di Fusina è sostenibile? Per farci una lezione su un caso forzatamente definito analogo e che non è paragonabile ne per la locazione (Vallegrande è praticamente in città, l’impianto Fusina è stato pensato per la co-combustione), ne per il Cdr prodotto? Ci chiediamo come sia possibile indagare liberamente qualsiasi ipotesi scientifica quando tra i relatori ci sono i beneficiari di un’operazione industriale, chi la sostiene fermamente come Ivan Strozzi e tra gli sponsorizzatori del seminario figuri un’azienda che costruisce e gestisce impianti di incenerimento, oltre che produrre il Cdr spezzino a Saliceti: è come se andassimo a chiedere al tabaccaio se ci consiglia di smettere di fumare.

Se Fiasella avesse avuto a cuore la discussione aperta perché non ha messo all’ordine dei lavori seminariali come non produrre Cdr utilizzando Saliceti come centro di compostaggio e come raggiungere i “Rifiuti Zero“? Perché non convoca quei medici (dall’ISDE a Medicina democratica) che da anni portano avanti le loro battaglie dimostrando concretamente la nocività dell’incenerimento e delle sostanze come diossine e furani prodotte da tale pratica?

Diciamo no all’incenerimento del CDR in ENEL! Anche noi follesi manifestiamolo a Villa Marigola, tutte/i insieme!

Raggio di ricaduta delle ceneri ENEL

Raggio di ricaduta delle emissioni (20 km)

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