Un Quorum così…
14 giu 2011 Lascia un commento
in Ambiente, Diritti, Elezioni Etichette: acqua, banda del Quorum, legittimo impedimento, Nucleare, referendum
61,85%…
… commossi di far parte di una comunità, quella follese, che sa cosa vuole da Futuro a partire dalla difesa dei Beni comuni.
… fieri di essere stati l’unica forza politica follese che ha sostenuto una campagna referendaria pubblica, aperta e chiara, con volantinaggi, iniziative e manifesti.
… orgogliosi di aver dato un segnale politico, perchè la gente non ne può più di ubriacature liberiste, di mercificate tutto e di una classe politica che pensa solo a se stessa!
Grazie Follo, il nostro impegno oggi continua più forte di prima per costruire proposte politiche serie per il Futuro ed i Beni comuni!
La banda del Quorum colpisce a Follo!
31 mag 2011 Lascia un commento
in Diritti, Elezioni Etichette: acqua, banda del Quorum, legittimo impedimento, Nucleare, referendum
La banda del Quorum colpisce ancora e lunedì mattina il blitz dei militanti di Rifondazione hanno preso nel mirino il primo obiettivo della Val di Vara.
Questa volta il mega lenzuolo è calato da una delle torri del borgo di Follo Alto. I cittadini, prima increduli, si sono lasciati andare ad applausi condividendo con i militanti l’appuntamento referendario del 12/13 giugno per difendere l’acqua pubblica, contro il nucleare e per la legge uguale per tutti.
Crescono le fila del gruppo e ancor più quelle dei simpatizzanti, nonostante Follo sia governato dal centrodestra, l’amministrazione fu conivolta, proprio dai consiglieri di Rifondazione, nell’approvazione della modifica statutaria per dichiarare l’acqua bene comune universale e privo di rilevanza economica, e nella dichiarazione contro le centrali nucleari.
Quale sarà il prossimo obiettivo? Da indiscrezioni si parla di luoghi nevralgici e simbolo della provincia. Ma ormai l’appuntamento per votare SI ai 4 referendum è vicino. Ne vedremo delle belle.
Lettera a Napolitano: “Caro Presidente, il voto non si neutralizza”
28 mag 2011 Lascia un commento
in Democrazia, Ambiente, Diritti Etichette: Nucleare, Emilio Molinari, acqua, legittimo impedimento, Mario Agostinelli, Luciana Castellina, Paul Ginsborg, Gianni Tamino
Signor Presidente, il governo ha posto la fiducia in parlamento per esercitare, con modalità inedite, una forzatura al fine di far passare un decreto che “neutralizza” il referendum abrogativo della legge che ripropone il nucleare nel nostro paese. Tralasciamo qui ogni considerazione politica sul disprezzo con il quale la sovranità popolare viene umiliata nel nostro paese e non entriamo nel merito delle valutazioni giuridiche in base alle quali la Corte di Cassazione deciderà nella sua autonomia. Ci poniamo invece un problema che, pur nella sua ovvietà fin qui poco considerata, pensiamo sollevi una questione costituzionale.
Noi pensiamo che se il precedente inaugurato dal governo in questa occasione si affermasse, una espressione determinante della sovranità e del potere popolare – il referendum – sarebbe nel nostro paese di fatto liquidato. In una parola, se di fronte ad ogni richiesta di referendum avanzata dai cittadini ed accolta dagli organi istituzionali preposti la contromossa dell’esecutivo fosse un provvedimento a maggioranza di sospensione (per un breve periodo) della legge in questione, verrebbe sospeso anche il potere abrogativo o convalidativo di cui il popolo è titolare qualora si raggiungesse il quorum in regolari votazioni. Se poi il marchingegno per la prima volta introdotto nell’esperienza repubblicana viene addirittura accompagnato dall’intenzione dichiarata di riproporre la legge di cui si è chiesta l’abrogazione in un tempo successivo, quando si «saranno calmate le acque», il referendum diventerebbe un istituto a discrezione della maggioranza parlamentare, che i cittadini non potrebbero mai riprendere nelle loro mani.
Signor Presidente, la domanda non è di poco conto e non riguarda soltanto la sua facoltà di firmare o respingere un provvedimento. La Costituzione riconosce al Popolo italiano un solo mezzo per esercitare la propria volontà di cambiare le leggi espresse durante una legislatura dalla maggioranza dei parlamentari da lui votati. All’istituto del referendum sono stati posti dalla Costituente vincoli che si rivelano più stringenti nella situazione attuale, al punto da rendere il raggiungimento del quorum un fatto di per sé straordinario, se si considera la scarsa informazione che gli italiani residenti e quelli all’estero continuano a ricevere. Ma oggi, con il voto anomalo di sospensione e rimando di un Parlamento costretto alla fiducia, rischia di essere definitivamente “neutralizzato” .
Signor Presidente, noi possiamo rivolgerci solo a Lei, per chiederLe di prendere in esame in tutte le sue implicazioni la prospettiva da noi temuta. Fidiamo in una sua parola e in un suo intervento.
Mario Agostinelli, Luciana Castellina, Paul Ginsborg, Emilio Molinari, Gianni Tamino
IL MANIFESTO – 27/05/2011
Adriano Celentano: “Il 12 e 13 giugno dobbiamo assolutamente andare tutti a votare. Non si tratta di destra o sinistra ma di un governo che ci avvelena. Tocca a noi fermarli”
08 mag 2011 Lascia un commento
in Appuntamenti, Elezioni, Partecipazione Etichette: acqua, Adriano Celentano, Nucleare, referendum
Il “Molleggiato” lancia il suo appello: “Il governo va avanti nella demoniaca voglia di avvelenarci. Tocca a noi fermarli”
Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.
Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.
Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’immane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.
E a tal proposito voglio dire due parole non a Berlusconi, ormai in preda a uno stato confusionale, ma a ciò che è rimasto della sua COSCIENZA che, per meglio identificarla a chi legge la chiamerò con lo stesso nome del presidente del Consiglio, ma al femminile, poiché mi piace immaginare che la voce della coscienza abbia piuttosto i modi dolci e gentili di una bella figura femminile che non quelli rudi e maschili.
Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.
Cara Silvia, a tutti capita di dire qualche bugia, ma a fin di bene. Forse anche a te sarà capitato, o no?… Scusa dimenticavo, tu non puoi dire bugie… neanche a fin di bene… Il compito che ti è stato affidato, fin dai più remoti albori del mondo, è quello di dirci sempre la verità anche se noi continueremo a rifiutarla. Scusa, me l’ero scordato, per un attimo anch’io mi sono fatto prendere dalle puerili voglie di grandezza del mondo esterno…. Ora capisco perché fin dalla nascita il presidente del Consiglio ti ha ripudiata. Le bugie che lui dice infatti sono SPAVENTOSE e senza un minimo di pudore.
Vuol farci credere che lui davvero pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Vuol cambiare la Costituzione a furia di barzellette che non fanno ridere, ce l’ha coi magistrati che vogliono processarlo.
Le accuse su di lui non si contano ormai: magari è davvero innocente, però non lo sapremo mai. Lui continua a non presentarsi ai processi e non si accorge che i suoi elettori cominciano a farsi delle domande, a chiedersi se è giusto essere governati da un BUGIARDO. Certo, è difficile pensare che non lo sia, anche se il dubbio traspare lontanamente e subito svanisce di fronte all’ARROGANZA di tacere ciò che tutti si aspettavano da lui. Ossia, l’unica BUGIA che il Cavaliere avrebbe dovuto dire e che volutamente non ha detto per non condannare il malsano gesto di Lassini e i suoi TRISTI manifesti. Anzi ha fatto esattamente il contrario. Ha telefonato all’ATTACCHINO e gli ha espresso il suo pieno sostegno, naturalmente seguito a ruota dalla coppia Daniela Santanchè e Giorgio Straguadagno i quali, anche loro, gli hanno assicurato il voto nonostante il giusto aut aut del sindaco Moratti. Un gesto, quello della coppia “Daniela-Straguadagno”, da cui è chiaro il riferimento a possibili frizioni tra la Moratti e l’incantatore di serpenti. Lui è inafferrabile per i giudici che, a malapena, il massimo che hanno ottenuto è stato quello di portarlo fuori dal tribunale e non “DENTRO”, dove purtroppo non è possibile stabilire se i suoi comportamenti sono giusti o sbagliati.
Però, anche senza un tribunale, noi lo possiamo intuire dalle sue azioni. Come parla, come ride, come racconta le barzellette e soprattutto capire il motivo per cui le racconta. Capire cosa c’è dietro quella barzelletta raccontata con aria apparentemente ingenua e, cosa importante, dove è diretto l’amo che aggancerà la sua prossima vittima.
E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.
Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.
Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.
Contro il NUCLEARE
Contro la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA
Contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO
da Il Fatto Quotidiano del 29 Aprile 2011
A 25 anni da Černobyl’, l’ultimo inganno berlusconiano. Il 12 e 13 giugno votiamo i referendum
26 apr 2011 Lascia un commento
in Ambiente, Democrazia, Elezioni Etichette: Fukushima, Nucleare, referendum, William Domenichini, Černobyl'
Il governo Berlusconi è di fronte ad una vera Caporetto nucleare, dimostrando per l’ennesima volta il suo unico suo indiscusso punto di forza, molto utile alla propria sopravvivenza ma inutile per il paese: saper leggere i sondaggi. Nel giro di pochi mesi si è passati dalla rinascita nucleare in Italia, con una legge in spregio al referendum del 1987, alle gaffe fuorionda del ministro Prestigiacomo (“Sul nucleare perdiamo le elezioni“), al finto dietrofront.
Se non fosse l’ennesima truffa berlusconiana per affossare la partecipazione ai referendum, abrogando solo alcuni punti della legge temendo il voto degli italiani, per poi riproporre il nucleare quando le acque si saranno calmate, si parlerebbe di schizofrenia politica e saremmo a commentare una vittoria politica di chi, come Rifondazione Comunista, ha sempre detto no al nucleare.
Corsi e ricorsi storici: il 26 aprile di 1986, alle ore 1:20 circa, durante l’esecuzione di un test di sicurezza, esplodeva il reattore 4 della centrale nucleare sovietica di Černobyl’ in Ucraina. 340.000 persone evacuarono l’area in un raggio di 30 km: 65 morti accertati, altri 4.000 presunti, oltre ad un indescrivibile numero di decessi (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni. Un bilancio apocalittico che pose l’intera opinione pubblica mondiale di fronte alla sconcertante e reale tragedia del nucleare: costoso, pericoloso ed inutile.
A venticinque anni esatti da quella tragedia planetaria, molti hanno riposto il nucleare, tecnologia considerata ormai sicura. Un inganno globale che va di pari passo con i danni del mercato, con la menzogna della finanza creativa, con la favola della precarietà. E’ bastato un terremoto, e le sue conseguenze, per scatenare l’inferno di Fukushima Daiichi, che fino ad oggi ha portato all’evacuazione di 185.000 persone: livello 7 (il massimo della scala INES dell’IAEA) proprio come quello di Černobyl’.
Il governo Berlusconi ha gettato soldi pubbici in spot nuclearisti ingannevoli e non accorpando amministrative e referendum. Ora questa schizofrenia da sondaggio sbugiarda un governo incapace (basta riguardarsi la puntata di Otto e mezzo del 12 aprile 2008 ) e pone la drammaticità dell’assenza totale di una politica economica-energetica in Italia, come hanno dimostrato i recenti tagli alle rinnovabili, e che prelude all’ennesimo trucco: cancellare all’ultimo minuto la norma per abolire il nucleare per poi ritirarlo fuori quando nessun Tg parlerà più di Fukushima. Siamo di fronte ad un governo che non fa marcia indietro perché ci crede, ma perché gli fa comodo, utilizzando il potere per impedire la partecipazione temendo il voto popolare.
L’emendamento al decreto legge dovrà essere convertito in legge e fino alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, non prima del 20/25 maggio, quando sapremo ancora se sono venute meno le ragioni del referendum nucleare. In ogni caso la nostra battaglia non si ferma qui, anzi. Fino al 12 giugno il nostro impegno, quello delle nuove generazioni, di chi ha a cuore un futuro comune, sarà quello di non abbassare la guardia sul nucleare e continuare a sostenere tutti i referendum a partire da quelli sull’acqua, invitando cittadine e cittadini a votare per opporsi ad un governo incapace e qualunquista, alla svendita della nostra vita, dimostrando che c’è un paese stanco di menzogne, di sfruttamento, di pressapochismo, di sciatteria e di servilismo, che crede in un altro mondo possibile.
Il 12 ed il 13 giugno il nostro dovere sarà quello di andare a votare per difendere il nostro diritto ai beni comuni.
William Domenichini
Responsabile prov.le Ambiente e beni comuni PRC La Spezia
Nucleare? Noi “NO” lo diciamo da tempo: Follo antinucleare grazie a Rifondazione
13 mar 2011 Lascia un commento
in Ambiente Etichette: Fukushima, Giappone, mozione nucleare, Nucleare, rinnovabili

In Giappone, nel moderno e sicuro Giappone, una centrale ha subito forti perdite di radiazioni ed è a rischio meltdown. Altre due sarebbero in grave pericolo. La situazione drammatica dovuta al terremoto è incalzata dalla fuga radioattiva di impianti che il nostro governo vorrebbe installare nel nostro paese.
Oggi sappiamo di avere un motivo in più per andare a votare il referendum contro il nucleare, oggi sappiamo di avere un motivo d’orgoglio in più nell’aver presentato e fatto approvare in consiglio comunale a Follo una mozione che vieta l’installazione di impianti nucleari o di stoccaggio di scorie nel nostro comune.
Tutto questo nella consapevolezza che i nostri figli non vedano mai un uomo incappucciato che tenti di decontaminarli da radiazioni nucleari.
Continuiamo a credere responsabilmente che l’unica via è rappresentata dalle fonti rinnovabili, strutturando un sistema energetico che abbia la priorità di limitare, fino ad annullare, gli sprechi.
Un altro mondo non è solo possibile, oggi è necessario! Ci impegnano per questo.
Questo è il documento che abbiamo fatto approvare in consiglio comunale
Centrodestra follese antinuclearista grazie al PRC
16 mar 2010 Lascia un commento
in Ambiente, Sport Etichette: Cittadella dello Sport, Nucleare, Zolesi
Resoconto sulla seduta del consiglio comunale in tema di energia, acqua e sugli impianti sportivi.
Mi scusi, ma quanto son costati questi impianti bellissimi, voluti e realizzati dall’amministrazione di centrosinistra? Chi la gestisce? Quanto paga? E se un cittadino volesse usufruirne come fa? Quanto costa? Le domande per i curiosi si sa, sono come le ciliegie, una tira l’altra e ad un’amministrazione autoritaria (si badi, non autorevole) da fastidio anche solo il porre certe domande.
Già, perché siamo al punto che la nostra consigliera comunale, Sara Zolesi, deve far notare alla maggioranza stizzita, che un interpellanza comunale non è l’indecente provocazione di un retaggio sovietico, ma il normale, democratico e civile mezzo con cui la minoranza ha il dovere di porre le questioni di rilievo nella sede opportuna: il consiglio comunale.
Questa premessa da prima lezione di educazione civica non è edificante, si sa, ma è doverosa, tanto doverosa che il resto lo dimostrerà. Tant’è che all’interpellanza sulla modalità di gestione della Cittadella dello Sport follese c’è da rimanere sbigottiti: i quasi 2 milioni di euro di investimento, tutti pubblici, ripetita iuvant, tutti pubblici, sono dati in gestione ad un privati (transeat si direbbe, è la moda…) e rispettano il regolamento di gestione.
Come? I prezzi per i residenti, che per inciso non sanno neanche dove rivolgersi per usufruirne (eccezion fatta per il tennis che per l’appunto ha dovuto arrangiarsi per poter coprire la struttura nel periodo invernale senza avere neanche la copertura fidejussoria da parte del comune!), sono calmierati, infatti pagano 45 e invece di… 50: ora visto che ha calcetto si gioca in 10, i follesi risparmiano ben 50 centesimi a testa, che in epoca di crisi economica è un discreto vantaggio. D’altronde di che lamentarsi? Vorrete mica fare uno sgarbo al FO.CE Vara di Giaquinto, gestore dell’impianto? No davvero, tant’è che la giunta Cozzani ha deliberato così. Ma non è solo Rifondazione ha rimanere allibita, perchè l’eccessivo zelo nel aiutare le tasche dei follesi è stato percepito anche dal leghista Pierini, che ha sottolineato che 5 euro all’ora fossero pochi come calmieramento. Come un caterpiller invece il consigliere/assessore Vezzi, che noncurante confonde lire con euri (come dargli torto!) e la spara grossa: “io pagavo 10 e al Mogol, ma cosa volete di più?”. Qui si vede la stoffa del capitalista e le pretese dei proletari…
Poco importa se una realtà molto simile come Ameglia faccia pagare la metà ai residenti: in fondo quella è gestione pubblica, roba da comunisti. Ma nel soviet amegliese giocare a calcetto per un residente costa la metà rispetto ad un non residente. Un follese invece risparmia 50 centesimi a testa. Evvica il privato, evviva Cozzani, evviva il centrodestra.
Non manca anche il siparietto berlusconide: i consiglieri di minoranza rivendicano giustamente la denuncia della scellerata ipotesi di costruire una palestra privata nell’unico parco pubblico del paese, grazie alla quale l’amministrazione Cozzani ha fatto marcia indietro. Nossignore, ci siamo tutti sbagliati, mai detta una cosa del genere, mai sostenuto tale ipotesi, invenzioni e travisazioni dei “giornalai”. Il corrispondente del Secolo XIX imberta e porta a casa, nonostante tale ipotesi fu confermata da tutti i membri della giunta ed il sindaco mando i tecnici comunali a prendere le misure per il progetto…
Ultimo round le mozioni presentate da Rifondazione: sull’acqua pubblica Cozzani sente puzza di trappola, ed evidentemente messo in guardia dai sui capi partito, intuisce agguati sul tema ACAM e con abile mossa democristiana svia e rimanda il documento, che in fondo chiedeva di impegnarsi a mantenere l’acqua pubblica, alla commissione consiliare preposta, dove peraltro noi siamo presenti. Attenderemo per brindare con “l’acqua del sindaco” follese.
Vicenda a parte sul tema nucleare: incredibilmente e con saggia decisione il centrodestra follese vota all’unanimità il documento di Rifondazione che chiede ed impegna l’amministrazione a bandire ogni possibilità di installazione di impianti nucleari sul territorio comunale, ivi compresi depositi di stoccaggio di scorie. Bello, anzi bellissimo: peccato per il cappello che il primo cittadino follese vuole mettere alla discussione, in cui riesce addirittura a far una filippica sulla necessità del ritorno al nucleare, nonostante avesse appena votato un documento che lo vietasse. Misteri della psiche.
Circolo PRC Follo “XXVIII Luglio”












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